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Commercialista1 min di lettura

Rent to Buy: pianificazione fiscale della plusvalenza immobiliare

Analisi delle strategie di ottimizzazione fiscale per plusvalenze immobiliari attraverso contratti rent to buy: timing, requisiti e benefici per clienti investitori.

Pubblicato il 11 maggio 2026

COSA CAMBIA

Il rent to buy (art. 23 D.L. 133/2014) offre nuove opportunità di pianificazione fiscale per le plusvalenze immobiliari. La cessione avviene solo al momento dell'esercizio dell'opzione di acquisto, non alla stipula del contratto preliminare. Questo consente di differire la tassazione della plusvalenza e potenzialmente beneficiare dell'esenzione quinquennale (art. 67 TUIR) se l'immobile diventa prima casa del conduttore-acquirente. La qualificazione fiscale dipende dalla struttura contrattuale e dalla prevalenza della componente traslativa.

DA QUANDO

Principi applicabili ai contratti in essere e di nuova stipula

CHI COLPISCE

Clienti proprietari di immobili che vogliono vendere ottimizzando il carico fiscale, investitori immobiliari, soggetti che necessitano di liquidità mantenendo la proprietà temporaneamente. Particolarmente utile per immobili detenuti da meno di 5 anni (soggetti a tassazione plusvalenze) e per acquirenti che intendono destinare l'immobile a prima casa.

COSA FARE

1) Verificare la data di acquisto dell'immobile per valutare l'applicabilità della tassazione plusvalenze. 2) Strutturare il contratto privilegiando la componente traslativa rispetto a quella locatizia per ottenere il differimento fiscale. 3) Calcolare la convenienza economica considerando canoni periodici, prezzo finale e risparmio fiscale. 4) Per l'acquirente, verificare i requisiti prima casa per l'eventuale esenzione. 5) Documentare correttamente il contratto per evitare riqualificazioni come locazione con patto di vendita.

Scheda generata con assistenza AI e verificata editorialmente. La fonte normativa primaria è linkata sopra.